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di Magda Minotti

Testo e disegno di Magda Minotti

 

CURIOSITA’ di San Valentino:

Il martire, attualmente, è considerato protettore degli innamorati poiché nel giorno in cui morì, secondo una credenza diffusa sin dal Medio Evo, gli uccelli iniziano a nidificare.

La festa degli innamorati del 14 febbraio,  fu istituita a Roma  a metà del XV secolo dal cardinale Juan de Torquemada.
Egli, coinvolgendo il cardinale Carafa, convinse il papa Paolo II a istituire una specie di dote per le fanciulle povere, affinché la miseria  non le costringesse a prostituirsi e  potessero sposare senza problemi economici, i loro innamorati.
La consegna di queste doti iniziò il 14 febbraio del 1465,  nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma,  nella cappella dell’Annunziata.
E fu così che  quel giorno di festa esclusivamente religiosa, divenne la “festa degli innamorati”.

 

 

 

La festa degli innamorati, ormai ridotta ad un puro fatto commerciale non deriva, quindi, né dalla tradizione inglese, né tanto meno da quella degli Stati Uniti, ma ha radici esclusivamente …nostrane.

Le chiavi, simbolo del santo in quanto servono ad aprire il Paradiso o a chiudere il diavolo per mille anni nel pozzo dell’abisso (Apocalisse 20,1), diventano per gli innamorati il mezzo simbolico per aprire e chiudersi reciprocamente il cuore.
Ne è  testimonianza la poesia d’amore di Werner von Tegernsee (XII secolo):

“Tu sei chiusa nel mio cuore
persa è la chiave, dovrai rimanerci per sempre”

Oltre alla chiavette, un altro  simbolo classico della festa di san Valentino a Udine, era ed è ancora  il colaç, il pane benedetto a forma di otto.
Il pane con questa forma era usato fin dai primi secoli della chiesa  quando, quello che rimaneva non consacrato, la domenica,  dopo la Comunione, era distribuito ai poveri .
In Borgo Pracchiuso, questo pane era confezionato a forma di esse (S come Santo) dalla Confraternita di san Valentino che poi, per evitarne la facile rottura e per praticità , gli diede l’attuale forma di otto.

Il 14 febbraio del  1689, giorno di san  Valentino, protettore degli epilettici, degli appestati, delle greggi  e  degli innamorati, in Borgo Pracchiuso e in Zardin Grant fu istituito  un mercato,  soprattutto di bestiame,  della durata di tre giorni e che  richiamava molta gente anche da zone non molto vicine a Udine. Ora il mercato non c’è più, ma  la sagra  dedicata  a Valentino è ancora  un richiamo molto sentito, non solo per il Borgo  e la popolazione udinese.
Ora quel  mercato si è trasformato in una sagra dove affluisce moltissima gente che assiste con devozione  alla Messa durante la quale sono benedetti i colaç, le chiavette e le sottili candeline che, ancor oggi, sono considerate talismani sacri…

CURIOSITÂTS DI SANT VALANTIN

Il martar al è considerât il protetôr  dai inamorâts parcè, seont une credince une vorone slargjade fintremai de Ete di Mieç, i uciei a impastanin il nît…
La fieste dai inamorâts dal cutuardis dal mês di Fevrâr, è tacà a Rome, inte seconde metât dal  mil e cuatricent, in gracie dal gardenâl Torquemada, cun l'assens  e la benedizion dal pape.
La fieste, dome religjose, e jere fate in citât (intun lûc dongje Sante Marie, parsore Minerve) cul  sostegn di une Associazion che veve non Confraternite "dell'Annunziata".
Cheste fieste, ridote  aromai a  vê un valôr dome comerciâl, no je ni inglese, ni americane, ma e  je une fieste propri di chenti, nostrane.
Lis clâfs e son il   segnacul di Sant Valantin parcè a servissin a viazi il Paradîs o a sierâ il diaul intal gorc dal mâl (Apocalìs 20,1) e  pai inamorâts a son,impen,  un imprest par vierzisi e siarasi il cûr un cun chel altri.
Stai a sintî ce che al dîs intune sô poesie di amôr il poete todesc  dal decimsecont secul, Werner von Tegernsee:

"Tu sês sierade intal mio cûr
pierdude e je la clâf,
tu scugnarâs  restâ li par simpri"