logo

di Magda Minotti

Ottobre: pensieri

Le giornate si accorciano a grandi passi, il cielo è più bruno e fa già più freddo.
Il verde si trasforma definitivamente in un caleidoscopio di colori caldi e  accesi, ultima sfiammata di vita…
Colori stupendi che, però, ricordano la “drammaticità” del passaggio ormai definitivo ad una nuova stagione in cui  la  morte rituale  della natura ne esalta la passata fecondità, la vita…
Ecco ottobre, che per  la nostra ormai dimenticata civiltà contadina, era la centralità dell’anno agrario in cui si investiva  e si sperava in una nuova stagione  che avesse  garantito le necessità della famiglia.
Ecco ottobre  con i suoi frutti dai colori accesi, con i suoi  profumi  dispersi nell'aria frizzantina. Ci si  sta immergendo nell’autunno: sta arrivando  quella che i nonni chiamavano  siaràde.
Siarade, qualeparola  migliore per  racchiudere  tutti i significati di questo periodo dell’anno?

Siarade:  non fine, ma   “chiusura” di una stagione  che racchiude in sé, nel rincorrersi infinito del tempo,  il seme di nuova vita:

 

Autun

Come l’ore dal sorèli a mont
tu sês strac.
La buère ‘e rît
tra i grum di fuèis secjs
ch’e ti svolètin intôr.
La ploe ti umidìs la strade
ch’ e puarte te cidine sepolture.
Il cîl grîs
ti scorèe di àiar
di frêt.
La fumate di taiâ cul fîl
ti sgrisignìs i uès.
Autun
siaràde nostrane
timp di polse
apene disvinidrît de vendème
tu prepàris bielzà
tal tô cloci
il gnûf scjàs di vite.


Tarcisio Venuti



Siarade, stagione di un andar ancora alla ricerca  degli ultimi  preziosi frutti nascosti tra le foglie che stanno per lasciarsi andare…

Siarade, stagione   che invita a  letture agresti e all’ introspezione…

Siarade, stagione dalle  luci trasparenti ma declinanti,  su spazi resi infiniti dai silenzi che  stanno  per abbracciare, malinconici ma profondi e sublimi,  la natura tutta, …


Nell’autunno par che il sole e gli oggetti sieno d’un altro colore, le nubi di un’altra forma, l’aria d’un altro sapore. Sembra assolutamente che tutta la natura abbia un tuono, un sembiante tutto proprio."     
Giacomo  Leopardi