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di Magda Minotti

Magda Minotti

 

…NONNI…

  



          Il 2 ottobre  2012 si celebra la ottava “Festa nazionale dei nonni” (1) cui dedichiamo, questi bellissimi versi  tratti da “Mari” di Giovanni Lorenzoni:

                              Corin i ains. Si pene e si zavarie
                              par tirà su cun sest la nidiade.
                             Qualche rue sul zarvieli, une passade
                              di blanc sul cjâf no contin, ce ti parje?

                                 La fontane de vite ‘e bute fuart.
                               La cjase no je mai senze speranze.
                              ‘E ven su intor ‘ne gnove fiolanze,
                              i fîs dai fîs, pal nestri bon confuart.

Traduzione:

Passano gli anni. Si pena e ci si affanna/ per crescere bene la “nidiata”./Qualche ruga sulla fronte, una spruzzata/ di bianco sul capo non contano, cosa ne dici?/ La fontana della vita versa molto./La casa non è mai senza speranza/E cresce attorno una nuova figliolanza,/i figli dei figli, a nostro buon conforto.

            Grande è il desiderio di diventare nonni e vedere che la vita, la “nostra” vita, continua:

UN NEVODUT


Un’ore, un’ore sole
di lûs, o Signôr,
pal gno scûr unvièr.
he il gno vecio cûr,
ch’al sa,
puedi, par un moment,
sostâ inciantât,
dongie un pizzul cûr
che nol sa nuie;
che i miei braz
deventin nît
pe ciâr de me ciâr,
e la me man si ievi benedìnt
la creature gnove.
Mi tornarà sui lavris
la ninene antiche.
Nome chest, nome chest,
o Signôr, us domandi.
Vegni pûr, dopo,
la me ore.
Sai che qualchedun mi vignarà incuintri.


                                                                                         Francesca Marini Barnaba

Traduzione:

Un’ora, un’ora sola/ di luce, o Signore,/per il mio scuro inverno,/ che il mio vecchio cuore,/ che sa,/ possa, per un momento,/ per un momento,/soffermarsi incantato,/accanto a un cuoricino/ che non conosce nulla;/ che le mie braccia diventino nido/ per la carne della mia carne/ e la mia mano si alzi benedicendo/ la nuova creatura./Mi tornerà sulle labbra/ l’antica ninna nanna./Solo questo, solo questo,/ o Signore, vi chiedo./Arrivi pure, dopo,/ la mia ora. / So che qualcuno mi verrà incontro.

 

Si sa che l’amore e l’affetto per un nipote, può tutto:

NONO E NEVÔT


Il nono, vécio
ma simpri in gamba,
vivarôs, dret
come un pichét
om navigât
c’al à stentât
sot dai todèscs
e talianòs…
propit di chei
che erin ‘ne volte,
e che a so mût
l’a àncie gioldût,
che ‘i à plasût
simpri di dî
o stuarte o drete
la barzelete,
dopo misdì
al ûl sta in pâs:
l’impie il sigar,
al ciol i ociai
e il Gazetìn
e po al  si met
cujèt, cujèt,
su la poltrone
in tal tinèl,
fin c’al ti fâs
‘ne durmitine
…………….
Ma plancucin
un biel frutìn,
un pipinùt
di nancie un an
che pa la man
senze fadie
al tire vie,
cu’ la manute
al vierz la puarte
al sburte, al cuche,
al viôt so nono
e da…ta…da
cun lui l’ûl là.
Al si sgiìpie, al si sfadie
su pai bregons,
si tire su,
al sbrisse jù;
po sui zenoi
al si comede
ma nol sta fer:
i fâs colà
dal nâs i ociai,
l’ûl vé il ciapiel,
i sgrife il cuel,
dut ce c’al tòcie
l’ûl meti in bòcie
e…da…ta…da,
dut un dafà.
Il nono al tâs,
al lasse fâ
in sante pâs,
al si console,
al  riduzze,
fin che il frutìn
i fâs pissìn
sul Gazetìn…


Pieri Somede dai Marcs

 

Traduzione:

Il nonno, anziano/ ma sempre in gamba,/pieno di vita, dritto/ come un picchetto,/uomo vissuto/ che ha tribolato/ sotto i tedeschi/ e i trapiantati…/proprio di quelli / che c’erano una volta,/ e che a modo suo/ ha anche goduto,/che gli è piaciuto/ sempre dire/ o bene o male /la barzelletta,/dopo mangiato/ vuol stare in pace:/accende il sigaro,/ prende gli occhiali/ e il gazzettino/ e poi si mette/ tranquillo, tranquillo,/ nel soggiorno,/fin che schiaccia/ un pisolino…/ma pian pianino/ un bel bambino,/un bambolotto/ di nemmeno un anno/ che senza fatica/ tira via dalla mano/ con la manina/ apre la porta/ spinge, /sbircia,/vede suo nonno// e da…ta…da…/vuol andare con lui,/sgambetta, si aggrappa / sui pantaloni,/si tirasi,/cade giù; poi si aggiusta/ sulle ginocchia/ ma non sta fermo:/ fa cadere/ gli occhiali dal naso,/fa cadere/  gli occhiali dal naso/vuol avere il cappello/,gli graffia il collo,/tutto ciò che tocca/ vuol metterlo in bocca/ e… da…ta…da…/ tutto un da farsi. / Il nonno tace,/lascia fare/ in santa pace,/si consola,/ ridacchia,/fin quando il bambino/ gli fa  pipì/ sul Gazzettino…

I nonni

Nessuno può fare per i bambini
quel che fanno i nonni:
essi spargono polvere di stelle
sulla vita dei più piccoli.
Alex Haley

 

Nota:
(1)

Con la legge n° 159 del 31 luglio 2005, il Parlamento italiano ha istituito, su proposta dell’Onorevole Francesco Pontone, senatore del PdL, la “Festa nazionale dei nonni”.
Si pensava di farla cadere il 26 luglio, giorno di sant’Anna- nonna di Gesù- ma poi, considerato il periodo estivo, tempo di vacanze e, quindi, poco adatto a festeggiare nel modo dovuto i nonni, si preferì per il 2 ottobre, giorno dei Santissimi Angeli Custodi.
Il parallelo tra i nonni e gli Angeli Custodi, è ovvio. Nonni quali angeli custodi dei nipotini, in quel rapporto così particolare che unisce le due generazioni accomunate da sentimenti profondi, unici, dolci in cui, però, forte è la trasmissione dei valori della vita. I nonni, quindi, maestri insostituibili, il cui ruolo attivo deve essere riconosciuto sia in ambito familiare, sia in quello sociale.